Degenerazione cerebrale, scoperta una nuova via per prevenirla?

Degenerazione ed invecchiamento cerebrale sarebbero legati ad una disfunzione nella produzione delle proteine cerebrali. In particolare l’accumulo di aggregati proteici sarebbe alla base di diverse malattie neurodegenerative.

Si tratterebbe di una cascata di eventi che è stata osservata in laboratorio studiando il killi turchese, piccolo pesce d’acqua dolce appartenente alla famiglia Nothobranchiidae, e pubblicata il 30 luglio scorso su Science, da Judith Frydman e colleghi della Stanford University.

I nostri risultati mostrano che i cambiamenti di velocità con cui i ribosomi si muovono lungo l’RNA messaggero hanno un profondo impatto sulla regolazione della sintesi proteica. cosa che avviene in particolare nell’invecchiamento cerebrale” ha detto Jae Ho Lee, co-autore della pubblicazione.

Un altro dei fenomeni spiegati dalla ricerca è il “disaccoppiamento nella trascrizione delle proteine” tipico dell’invecchiamento che sarebbe proprio dovuto alla mancata produzione di alcune proteine coinvolte nel mantenimento della integrità del genoma.

Ricordiamo che la sintesi proteica è il dogma centrale della biologia.

E’ un processo a due fasi: trascrizione e traduzione. Entrambe necessarie per produrre una nuova proteina.

La “trascrizione” è il processo di lettura delle sequenze del DNA in sequenze di RNA (mRNA, tRNA e rRNA) ed ha caratteristiche simili in procarioti ed eucarioti; successivamente, nella traduzione, l’informazione genetica contenuta nel mRNA viene convertita in proteine. Nella trascrizione il DNA si srotola per un tratto vicino al gene che deve essere trascritto e una RNA polimerasi catalizza la sintesi di una molecola di RNA in direzione S’-3′, copiando l’elica stampo 3′-5′ del DNA. Generalmente soltanto una delle catene del DNA a doppia elica viene trascritta in una molecola di RNA. La trascrizione produce quattro diverse classi principali di molecole di RNA o trascritti:

  • l’RNA messaggero (mRNA),
  • l’RNA transfer (tRNA),
  • l’RNA ribosomale (rRNA),
  • il piccolo RNA nucleare (small nuclear RNA o snRNA).

La “traduzione” è il processo attraverso il quale l’informazione genetica contenuta nel mRNA (RNA messaggero, prodotto durante la fase di trascrizione) viene convertita in proteine. Il filamento di mRNA nel ribosoma viene usato come “stampo” per la produzione di una specifica proteina.

Dopo che la proteina è stata prodotta, prende una strada diversa in base alla propria funzione. Alcune proteine possono essere secrete (cioè espulse dalla cellula) mentre altre proteine rimangono all’interno della cellula.

I ribosomi sono quindi organelli cellulari cruciali per la sintesi proteica.

ribosomaEssi operano come siti di assemblaggio per gli aminoacidi in polipeptidi, seguendo le istruzioni fornite dall’mRNA (RNA messaggero) infatti la loro funzione principale è tradurre le sequenze di nucleotidi dell’mRNA in sequenze di amminoacidi, un processo fondamentale per il mantenimento e il funzionamento delle cellule. In particolare sono l’anello di congiunzione tra le informazioni contenute nel nostro patrimonio genetico e la messa in atto delle informazioni stesse.

Funzioni dei Ribosomi

  1. 1. Struttura e Composizione: La scoperta dei ribosomi è attribuita a George Emil Palade nel 1955, essi sono composti da due subunità (una grande e una piccola), costituite da rRNA (RNA ribosomiale) e proteine ribosomiali. Questa struttura consente loro di svolgere funzioni catalitiche e di interazione con altri componenti cellulari. Ad esempio, la subunità grande è coinvolta nella formazione dei legami peptidici, mentre quella piccola è fondamentale per il riconoscimento del codone sull’mRNA.

2.SIntesi Proteica: I ribosomi sono responsabili della traduzione dell’mRNA in proteine. Questo processo avviene in tre fasi: iniziazione, allungamento e terminazione. Durante l’iniziazione, il ribosoma si lega all’mRNA e al primo tRNA carico di un amminoacido. Durante l’allungamento, il ribosoma scorre lungo l’mRNA, catalizzando l’aggiunta successiva di amminoacidi tramite legami peptidici. Infine, nella fase di terminazione, il ribosoma riconosce un codone di stop, rilasciando la catena polipeptidica completata.

  1. Regolazione della Sintesi Proteica: I ribosomi non sono solo macchine di sintesi proteica, ma anche regolatori della traduzione. Alcuni studi, come quello che ha esaminato il ruolo di CacyBP/SIP, indicano che le interazioni tra diverse proteine ribosomiali possono influenzare l’efficienza della sintesi proteica. La ricerca ha dimostrato che CacyBP/SIP interagisce con RPL6, una proteina ribosomiale, suggerendo che tale interazione potrebbe modulare la funzione ribosomiale e, di conseguenza, la sintesi proteica.

    4. Implicazioni Cliniche: La disfunzione dei ribosomi è associata a varie malattie, incluse le neoplasie e le malattie metaboliche. Alterazioni nella biogenesi ribosomiale possono portare a sindromi dei ribosomi, che sono condizioni cliniche caratterizzate da anomalie nella formazione dei ribosomi e da manifestazioni cliniche variabili. Secondo una ricerca pubblicata su “Molecular Biosystems” la causa più comune di cecità nel mondo, il glaucoma primario ad angolo aperto, si sviluppa a causa di fattori ambientali e genetici ribosomiali, così pure accade in alcune anemie e tumori.

    Conclusione ed aspettative future
    In sintesi, i ribosomi svolgono un ruolo essenziale nella sintesi proteica, regolando non solo la traduzione delle informazioni genetiche, ma anche contribuendo alla regolazione della sintesi proteica stessa attraverso interazioni con altre proteine. Considerato inoltre che possono essere ingegnerizzati per produrre proteine artificiali la comprensione della loro funzione e delle loro dinamiche è cruciale per affrontare le patologie associate alle disfunzioni ribosomiali quali quelle che riguardano il sistema nervoso e per sviluppare strategie terapeutiche innovative che possano correggere tali disfunzioni.

Aging and neurodegeneration are both known to disrupt the production of functional proteicervellons in cells – a process called “proteostasis,” or protein homeostasis. Brain cells in particular fall prey to proteostasis disruptions, which are linked to the accumulation of protein aggregates in neurodegenerative diseases. In a new study published July 30 in Science, Stanford researchers have discovered the cascade of events that leads to declining proteostasis in aging brains.

The findings, based on study of the turquoise killifish, lay the foundation for developing therapies that can combat and prevent neurodegenerative diseases in people – and the gradual decline in mental abilities we will all face one day. 

“We know that many processes become more dysfunctional with aging, but we really don’t understand the fundamental molecular principles of why we age,” said study author Judith Frydman, the Donald Kennedy Chair in the School of Humanities and Sciences at Stanford. “Our new study begins to provide a mechanistic explanation for a phenomenon widely seen during aging, which is increased aggregation and dysfunction in the processes that make proteins.” 

Locating the problem 

The turquoise killifish, Nothobranchius furzeri, is apesce vibrantly colorful fish that adapted to thrive in the ephemeral freshwater pools of the African savanna. Killifish, the shortest-lived vertebrates bred in captivity, develop many issues as they grow old and provide a great model of accelerated aging. Studying why and how the brain ages would be harder in longer-lived animals, such as mice.

To make their new discovery, the researchers conducted a comprehensive investigation of proteostasis in the brains of aging killifish. The scientists compared young, adult, and old killifish. They looked at various players in protein production, such as amino acid concentrations, levels of transfer RNA, messenger RNA (mRNA), proteins, and more. 

In cells, proteostasis balances protein synthesis and degradation and also prevents protein aggregation – harmful clumps of proteins that can result from errors in protein folding. Proteostasis dysfunction and aggregation are part of a series of molecular and cellular changes classified as aging hallmarks. Proteostasis has received attention as a likely link between brain aging and neurodegenerative diseases tied to protein aggregation, like Alzheimer’s.

Frydman’s lab explores how cells achieve proteostasis and has previously focused on how aging affects proteostasis in the simple models of aging provided by yeast and roundworms. The new study confirms that aging processes observed in those simple organisms reflect those in more complex vertebrates like killifish – and humans.

“With aging, problems mysteriously emerge at many levels – at the mechanistic, cellular, and organ level – but one commonality is that all those processes are mediated by proteins,” Frydman said. “This study confirms that during aging, the central machinery that makes proteins starts to have quality problems.”

Ultimately, the team located the disruption at a specific stage of protein synthesis called translation elongation. In this step, the ribosome enacts its role as the cellular machinery responsible for converting mRNA into proteins by moving along the mRNA and adding amino acids one by one. In the aging fish brains, the researchers documented ribosomes colliding and stalling, which both resulted in reduced levels of proteins and protein aggregation.

Our results show that changes in the speed of ribosome movement along the mRNA can have a profound impact on protein homeostasis – and highlight the essential nature of ‘regulated’ translation elongation speed of different mRNAs in the context of aging,” said Jae Ho Lee, co-lead author of the paper who worked on this as a postdoctoral scholar in the Frydman lab. He is now an assistant professor at Stony Brook University.

The finding helped to illuminate another aging mystery. One of the hallmarks of aging in all organisms, including humans, is called “protein-transcript decoupling.” In this phenomenon, changes in levels of some mRNA no longer correlate to changes in protein levels in aged individuals. The new study shows that changes in protein synthesis during aging, including ribosomes, can explain the “protein-transcript decoupling.” Since many of the affected proteins are involved in genome maintenance and integrity, these new observations rationalize why these processes decline during aging.

Showing that the process of protein production loses fidelity with aging provides a kind of underlying rationale for why all these other processes start to malfunction with age,” said Frydman. “And, of course, the key to solving a problem is to understand why it’s gone wrong. Otherwise, you’re just fumbling in the dark.

Future aging research 

As a next step, the researchers will explore directly how ribosome dysfunction – which they identified as a key culprit of declining proteostasis – may contribute to age-related neurodegenerative disorders in people. They also want to know whether targeting translation efficiency or ribosome quality control in treatments can restore proteostasis in brain cells and even delay aging-related cognitive decline.  “This work provides new insights on protein biogenesis, function, and homeostasis in general, as well as a new potential target for intervention for aging-associated diseases,” said Lee.

Additionally, the research team is probing what leads to cognitive decline as we age and how modulating such processes may shape longevity in a range of different species.

by Guido Francesco Guida

SETTIMANA DELLA CUCINA ITALIANA IN TEXAS

Salute, benessere, gusto e tradizione al centro delle iniziative in programma per la Settimana della cucina italiana in Texascucinaitaliana

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Il Consolato Generale a Houston ha organizzato il 20 novembre 2024, una serata speciale dedicata ai benefici della dieta mediterranea, con un focus sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari e gastrointestinali.
L’evento al The ION (4201 Main Street Houston, TX 77002) ha visto la partecipazione di due illustri medici italiani, il Professor Luigi Ricciardiello, esperto di gastroenterologia presso il Dipartimento di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione dello UT MD Anderson Cancer Center, e il Professor Angelo Nascimbene, Professore associato presso il Center for Advanced Cardiopulmonary Therapies and Transplantation at UT Health Houston. I relatori hanno parlato del ruolo della dieta mediterranea nel prevenire e curare le principali malattie croniche trasmissibili come quelle cardiovascolari e metaboliche.

Ricordiamo che la nuova dieta mediterranea, aggiornata sulle nuove acquisizioni scientifiche, cerca di ovviare alla diffusione delle diete americane da fast food non proprio salutari che fanno riferimento all’ormai vecchia proposta dal Dipartimento dell’Agricoltura statunitense. La nuova piramide alimentare si fonda su due concetti chiave: da un lato che non tutti i grassi hanno le stesse valenze nutrizionali, e dall’altro che la classica differenziazione tra carboidrati semplici e carboidrati complessi, in voga da parecchi decenni, non è più adeguata per permettere ai consumatori di selezionare gli alimenti. Non tutti i grassi hanno la stessa valenza nutrizionale.  Solo i grassi saturi (per lo più di origine animale, come il burro), debbono essere particolarmente limitati. Infatti, i grassi di origine vegetale (soprattutto l’olio di oliva, meglio se extra-vergine) vanno collocati verso la base della piramide, con un’indicazione specifica che suggerisce quindi di consumarli tutti i giorni. Si realizza così una nuova piramide alimentare  dove ii cibi alla base sono quelli che si possono utilizzare quotidianamente, mentre quelli al vertice sono quelli che è meglio limitare e consumare su base settimanale.  Tiziana Triolo, della Cook 2 Learn Academy, ha offerto ai presenti l’opportunità di scoprire e imparare a preparare piatti tipici della tradizione mediterranea. L’evento si è concluso  con un aperitivo italiano, durante il quale si sono gustati piatti autentici e si è partecipato a momenti di condivisione di esperienze alimentari e di vita dalle origini italiani.

Il 20 novembre, ad Austin, il Dipartimento di Francese e Italiano dell’Università del Texas ha presentato  “La dolcezza della tradizione”, un evento che riunisce due imprenditori italiani che, mantenendo vive le tradizioni culinarie italiane negli Stati Uniti, riflettono sulla sostenibilità e sulla cultura gastronomica.Dalle 16.00, nell’Auditorium Jessen della University of Texas at Austin sono intervenuti la pasticciera Silvia Zolfanelli e il gelataio Marco Silvestrini che hanno condiviso  le loro esperienze personali e le riflessioni sulla preservazione delle tradizioni culinarie italiane, con un focus sull’importanza culturale del loro mestiere. L’evento ha offerto  anche l’opportunità di assaporare alcuni dei loro prodotti, tra cui dolci e gelato.

Ricordiamo infine che il 16 Novembre 2010, l’UNESCO ha iscritto la Dfruttaieta mediterranea nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, su proposta di Italia, Spagna, Grecia e Marocco, definendola “un insieme di competenze, conoscenze, riti, simboli e tradizioni, che vanno dal paesaggio alla tavola”

Attenzione quindi alle etichette alimentari, all’origine dei cibi ed al modo con cui i cibi vengono confezionati e proposti agli utenti.

Guido Francesco Guida

Musica a Palermo per Natale

Le chiese di Palermo ospiteranno diversi concerti per celebrare il Natale 2023.palermonatale

Il primo si svolgerà  mercoledì  27 dicembre alle 19.00 nella monumentale chiesa di San Francesco Di Paola ad opera dei Monesis duo. Il duetto è formato dal fisarmonicista Giuseppe Mazzara e dalla sassofonista Giorgia Grutta: due caratteri e strumenti differenti, quasi opposti, ma che grazie alle loro caratteristiche timbriche si sposano perfettamente per un viaggio dalla musica classica al tango, attraverso Vivaldi, Corelli, Bach, Silvio Zalambani, Andrea Ferrante, Gorka Hermosa e l’amato Piazzolla. Mazzara e Grutta sono insegnanti in istituzioni ad indirizzo musicale e si stanno specializzando, frequentando il biennio di musica da camera, al Conservatorio di Trapani.

Il secondo si svolgerà giovedì 28 dicembre nella chiesa della Pietà alla Kalsa e accoglierà il MeraKi Quartet, formato da giovani musicisti che fanno parte dell’Istituto Pagoto di Erice, la flautista Giusy Pellegrino, dalla pianista Giovanna Mirrione, dal violoncellista Ceo Toscano e dal chitarrista Antonino Veneroso. Musiche di Piazzolla, Rachmaninov, Ortolano,  Foderà, Toscano,Tarrega e Villa-Lobos.

Gli altri, secondo il calendario sotto indicato, saranno del “Trio Trinidad en Vivo”, del “Duo AltoPiano”, di “Giacomo Candela” Brass Ensemble, de “I seiottavi”, di “Albisiphon Ensemble”, di “Sicily Ensemble” e di dell’Orchestra di fiati trapanese Fe.Ba.Si..

Promotore della rassegna è il Rotary Club Palermo Est, a cui si uniscono Lions, Inner Wheel, Soroptimist, con Zonta, Volo, Ande, Fidapa, Zyz, FAMP, ex Allievi del Gonzaga, Ordine Dinastici di Casa Savoia e il Conservatorio Scarlatti ed altre associazioni cittadine, con il sostegno dell’Assessorato comunale alla Cultura su indicazione diretta dell’assessore Giampiero Cannella, e il contributo della Settimana delle Culture, di Fanaleartearchitettura, Spazio Cultura, di I.D.E.A. Hub e il sostegno dell’Accademia Musicale Siciliana. La manifestazione è organizzata dal direttore Gaetano Colajanni.

A tutti buon ascolto!

IL PROGRAMMA

Martedì 26 dicembre ore 20 | Cattedrale di Palermo

Direttore  Gaetano Colajanni

Violini solisti: Gianni e Manuel Burriesci

Mercoledì 27 dicembre  ore 19 | Chiesa San Francesco di Paola

Monesis Duo DuoMonesis

Giuseppe Mazzara (fisarmonica) e Giorgia Grutta (sax soprano)

Giovedì 28 dicembre  ore 19 | Chiesa della Pietà alla Kalsa

MeraKi Quartet meraki

Giusy Pellegrino (flauto), Giovanna Mirrione (piano),

Ceo Toscano (violoncello) e Antonino Veneroso (chitarra)

Venerdì 29 dicembre ore 19 | Chiesa Santa Teresa alla Kalsa

Trio Trinidad en Vivo

Angelo Accardi (chitarra), Samuel Davì (tromba) Guna Cammalleri (percussioni)

Sabato 30 dicembre  ore 19 | Chiesa della Concezione al Capo

DUO AltoPiano

Salvatore Giuliano (viola) e Adriana Biondolillo (pianoforte)

Martedì 2 gennaio ore 19 | Chiesa Sant’Anna la Misericordia

“Giacomo Candela” Brass Ensemble

Mercoledì 3 gennaio ore 19 | chiesa di Casa Professa

I SeiOttavi

Germana Di Cara, soprano; Alice Sparti, mezzosoprano; Giulia Fassari, contralto; Ignazio Catanzaro e Ernesto Marciante, tenori; Vincenzo Gannuscio, baritono; Massimo Sigillò Massara

Giovedì 4 gennaio ore 19 | Chiesa San Giuseppe dei Teatini

Albisiphon Ensemble

Carmen Maggiore, soprano; Mario Scirè, chitarra; Giuseppe Balbi, clarinetto;

Salvatore Buetto, Fabio Faia, Luca Roccaro e Salvatore Saladino, flauti; Guido Maduli, chitarra elettrica

Venerdì 5 gennaio ore 19 | Chiesa della Gancia

Sicily Ensemble diretto da Franco Foderà

Giovanna Mirrrione (pianoforte); Daniele Collura ( fisarmonica); Antonella Scalia (violino);

Federico Caleca (viola); Francesca Fundarò (violoncello); Giuseppe Adamo (chitarra);

Alessio Greco (basso/chitarra); Andrea Sortino (flauto); Nicoletta Bellotti (voce solista)

Presentazione a cura di Giacomo Rodriquenz

Sabato 6 gennaio alle 19.30 | Chiesa di San Domenico

Orchestra di fiati trapanese Fe.Ba.Si

diretta da Rosario Rosa/ Nicolò Scavone

Solista Franco Foderà (pianoforte)

di Guido Francesco Guida

Babbo Natale una tradizione da sogno

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Ormai ci siamo, siamo a Natale, ed è tempo di Babbo Natale. Di quell’uomo canuto con la barba bianca, spesso accompagnato dalle renne, che annuncia il suo arrivo suonando campane e campanelli. Allegro e sorridente porta doni a bambini e grandi magari ponendoli sotto l’albero in attesa di essere distribuiti tra l’allegria e la gioia di tutti. Un rito un po’ pagano che convive con i nostri presepi rappresentazione della Natività. Un esempio di grande simpatia e di improvviso ritorno ai tempi della nostra fanciullezza.
Sembra come se fosse sempre esistito! Ma così non è…
Tutte le versioni del Babbo Natale moderno, chiamato Santa Claus nei paesi anglofoni, derivano principalmente dallo stesso personaggio storico: san Nicola (280-circa 350 d. C.), vescovo di Myra (oggi Demre, città situata nell’odierna Turchia). Un uomo dalle grandi risorse umane e spirituali di cui, per esempio, si racconta che ritrovò e riportò in vita cinque fanciulli, rapiti ed uccisi da un oste, e che per questo era considerato il protettore dei bimbi. L’appellativo Santa Claus deriva invece da Sinterklaas, nome olandese di san Nicola. Ed anche qui il Babbo Natale, meglio Santa Kalus, è un personaggio, un uomo che viene dalla terra del sole di mezzanotte dove la luce dura quasi 24 ore. Leggende, fantasie? Invero, tornando al nostro personaggio, la storia ci insegna che furono i Newyorkesi a definirne l’aspetto, la gestualità ed il linguaggio attraverso i quali è conosciuto in tutto il mondo. E fu Washington Irving, il grande scrittore Newyorkese, il suo primo biografo. americano. Egli, infatti, con lo pseudonimo di Diedrick Nickerbocker, lo descrisse nel suo primo grande libro del 1809 “A History of New-York from the Beginning of the World to the End of the Dutch Dynasty”, una satira della storia locale e della politica contemporanea. San Nicola, infatti, secondo la storia narrata nel libro, arrivò a New York sulla nave olandese Goede Vrouw e, sempre nel libro, si presentava con un carro trainato da un cavallo con “un ampio cappello, dei calzoncini ed una pipa che terminava alla fine di una curva”. In effetti era la caricatura del vescovo di Mira che nel medioevo era notissimo, leggermente meno popolare della Vergine e suo Figlio. Ma la storia continua … ed il personaggio fu ulteriormente ripreso e, questa volta, accostato alla sua attuale presentazione con una slitta trainata da una renna nel 1822 quando il Dr. Clement Clarke Moore scrisse un poema natalizio per ragazzi. Negli anni successivi la renna trovò compagnia formando un team di ben 8 renne. Le canzoni Jingle Bells https://m.youtube.com/watch?v=NJ8U6TEO-qE di James Pierpont del 1857 e quella di Gene Autry (1949) “Here comes Santa Claus” https://m.youtube.com/watch?v=8do4_RIDkCs che vedono e ci fanno sentire un sempre festante e gioioso Santa Klaus hanno fatto il resto. Cantate e registrate da numerosi artisti, tra cui Louis Armstrong, i Beatles, Frank Sinatra, Luciano Pavarotti hanno dato musica e melodia al personaggio. Che piace a tutti; grandi e piccini.
Anche se Babbo Natale, da alcuni anni divenuto un mezzo di promozione ed invito al consumismo, a guardarlo bene, non è certo un esempio di buona salute. Obeso, con la sigaretta o pipa in mano dà l’impressione di avere certamente assaporato gran parte di quei dolciumi che porta in saccoccia. Ma come si fa a colpevolizzarlo! È così carino e generoso e ci da tanta spensieratezza ed allegria.

Qualcuno vorrebbe farci credere che non esiste come si tenta di fare con la “cancel culture” o come è accaduto in questi giorni nel vicentino, con grande tristezza e delusione dei ragazzi, in una scuola elementare. Ma poi rileggiamo il “Canto di Natale” di Dickens ed alla fine insieme a Scrooge, prima avaro ed egoista, capiamo che il miglior modo per affrontare e superare i mali sociali, è proprio la rinascita morale dell’individuo che passa anche dal nostro vecchio Babbo Natale. Ed allora, ad essere sinceri, anche noi vorremmo essere come lui, almeno per Natale!

Guido Francesco Guida

XV SUMMIT DEI BRICS. Nasce un nuovo mondo multipolare

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Nazioni fondatrici

Un mondo multipolare, nuove economie nei paesi in via di sviluppo e de-dollarizzazione sono state le parole d’ordine del 15º Summit del BRICS che si è concluso a Johannesburg il 24 agosto 2023. Tutte le decisioni sono state prese in diretta e rese immediatamente disponibili ad analisti, opinionisti, esperti e altre parti interessate. E’ stata avanzata inoltre la proposta che il Fondo Monetario Internazionale (FMI) converta l’enorme debito dei Paesi africani, stimato in 800 miliardi di dollari, in opere infrastrutturali, in modo che queste nazioni possano crescere e successivamente pagare i loro obblighi. BRICS è un acronimo che sta ad indicare e iniziali dei Paesi fondatori membri del gruppo. Si tratta di un’associazione che vede riuniti al suo interno cinque Paesi caratterizzati da un’economia emergente ed in forte ascesa: Brasile, Russia, India e Cina. Il Sudafrica ne è entrato a far parte nel 2010.

Ventidue nazioni hanno chiesto formalmente l’adesione all’Organizzazione. Sono Algeria, Arabia Saudita, Argentina, Bangladesh, Bahrein, Bielorussia, Bolivia, Cuba, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Honduras, Indonesia, Iran, Kazakistan, Kuwait, Nigeria, Palestina, Senegal, Thailandia, Venezuela, Vietnam. Di questi Arabia Saudita, Argentina, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia ed Iran sono stati ufficialmente accettati a partire dal 1° gennaio 2024. I fondatori costituiscono, con le nuove adesioni, il 36 % del PIL ed il 47% della popolazione mondiale. Dal 2024 inoltre circa l’80% della produzione mondiale di petrolio sarà sotto il contro del BRICS.  Ulteriori 40 paesi aspirano ad entrarvi. Il gruppo ha lavorato in passato in collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale, il G20 e la Banca Mondiale per favorire una maggiore partecipazione dei Paesi emergenti nella governance delle strutture finanziarie mondiali. Adesso, alla luce di nuovi assetti geopolitici e di conflitti militari ed economici in corso, potrebbe spezzare l’egemonia mondiale USA e dettare nuovi scenari che vedranno sempre più presenti questi Paesi capaci di operare in piena autonomia rivoluzionando quei programmi di stato globale finora più o meno velatamente programmati dalle tecnocrazie occidentali. Le dinamiche intercapitalistiche subiranno una decisiva virata in quanto tali paesi rappresentano i principali produttori/fornitori mondiali sia di materie prime energetiche che agricole e di componenti industriali e semindustriali.

Il processo di de-dollarizzazione, anche alla luce dei nuovi assetti geopolitici che si sono determinati con i recenti conflitti, secondo gli organizzatori è divenuto un processo inarrestabile per il semplice fatto che gli Stati Uniti e l’UE, che le ha fatto da contorno, hanno perso l’egemonia mondiale e la moneta di conto dei regolamenti internazionali (che è anche la moneta di riserva usata delle banche centrali) non può non essere che quella del paese (o blocco di paesi) egemone a livello mondiale sia per forza militare che diplomatibricsca, tecnologica, ed economica. Tale processo avrà come cardine le riserve valutarie della PboC, nel frattempo quasi intatte. Il progetto di contrapposizione all’attuale egemonia USA, anche se non trapela nella cronaca occidentale, è espressione di una potente e pericolosa sfida lanciata dal BRICS all’Occidente. La storia infatti ci insegna che, fin’ora, nessun paese ha mai rinunciato alla sua egemonia senza aver prima provato a difendersi con le armi. Ed in questa ottica, secondo gli analisti indipendenti, l’aver spinto la Russia nelle braccia della Cina è stato un errore madornale. Vedremo durante il 2024 se i nuovi assetti politici ed economici post-elettorali (USA ed UE) porteranno saggezza e compromessi che scongiurino ben più grandi conflitti e portino i blocchi a confrontarsi su nuove logiche più collaborative.

di Guido Francesco Guida

Da: palermoparla.news

INQUINAMENTO DELL’ARIA LEGATO ALLE ARITMIE CARDIACHE MORTALI. Utilità dei depuratori

inquinamentoL’inquinamento causa problemi non solo ai polmoni, ma anche al cuore.

Questo secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’ospedale Maggiore di Bologna. A seguito dell’inquinamento nell’atmosfera si forma una miscela complessa di particelle solide e liquide di sostanze organiche ed inorganiche sospese in aria detta particolato. Ad oggi esso è il maggior inquinante nelle aree urbane. I componenti principali sono: solfati, nitrati, ione di ammonio, cloruro di sodio, particelle carboniose, polvere minerale ed acqua. In base al diametro aerodinamico è suddiviso in:

PM10 con diametro aerodinamico inferiore a 10 µm, in grado di penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio;

PM2.5 con diametro aerodinamico inferiore a 2.5 µm, in grado di raggiungere i polmoni ed i bronchi secondari.

Le particelle fini presentano lunghi tempi di permanenza in atmosfera e possono essere trasportate anche a grande distanza dal punto di emissione. Il particolato fine può veicolare inoltre sulla sua superficie altri inquinanti come ad esempio metalli pesanti e idrocarburi (idrocarburi policiclici aromatici ad alto peso molecolare). L’insieme complessivo delle particelle sospese prende il nome di PTS (Particolato Totale Sospeso). Tra le PTS rientra anche l’amianto che è cancerogeno ed alcuni composti del piombo che hanno un alto grado di tossicità.

Principali fonti di emissione

Il particolato in parte è emesso come tale direttamente dalle sorgenti in atmosfera (primario) ed in parte si forma in atmosfera attraverso reazioni chimiche fra altre specie inquinanti (secondario). La natura delle particelle aereodisperse è molto varia: ne fanno parte le polveri sospese, il materiale organico disperso dai vegetali (pollini e frammenti di piante), il materiale inorganico prodotto da agenti naturali (vento e pioggia), dall’erosione del suolo o dei manufatti (frazione più grossolana). Tra le fonti antropiche che emettono particolato vi sono alcune attività industriali (fonderie, cementifici, cantieri edili, miniere), i processi di combustioni relative a centrali termoelettriche, gli inceneritori, il riscaldamento ed il traffico autoveicolare (in particolare i motori diesel). Nelle aree urbane, il particolato può avere origine anche dall’usura dell’asfalto, dei pneumatici, dei freni, delle frizioni.

La ricerca

Lo studio ha esaminato gli effetti del particolato sulle aritmie cardiache. «Il nostro studio suggerisce che i pazienti ad alto rischio di aritmie ventricolari, come ad esempio i portatori di un defibrillatore ventricolare, dovrebbero controllare giornalmente l’inquinamento dell’aria. Infatti quando il particolato (PM) 2.5 e 10 presentano alti livelli (sopra 35 μg/m3 e 50 μg/m3, rispettivamente, sarebbe consigliato rimanere a casa il più a lungo possibile and indossare all’esterno una mascherina N95 particolarmente nelle zone a traffico automobilistico elevato. Un depuratore d’aria potrebbe essere utilizzato a casa» ha detto Alessia Zanni autrice dello studio.

Guido Francesco Guida

PALERMO: LA POESIA DI FEDERICO LI CALZI IN MOSTRA

di Guido Francesco Guida

Sabato 10 febbraio 2018 alle ore 17.30 a Palermo presso la libreria Spazio Cultura Macaione, sita in Via Marchese di Villabianca 102, verrà presentata la raccolta di poesie “Tutto eguale a prima”. Presente l’autore: Federico Li Calzi. Ad introdurre i dialoghi poetici sarà l’organizzatrice dell’evento Deborah Annolino, manager dello Studio AD Communications.
Li Calzi, scrittore siciliano, torna a proporsi dopo avere suscitato apprezzamenti sia da parte di critici letterari che un pubblico sempre più ampio ed attento. Un titolo che sorprende dopo il romanzo d’esordio“Nove Periodico” (2014) e le due precedenti sillogi “Poetica Coazione” (2009) e “Dittologie Congelate”(2012). Temi centrali dell’opera presentata sono l’amore, la nostalgia, l’infanzia, la notte tutti accomunati da una dolce musicalità dei versi. Reduce di numerosi successi nella provincia di Agrigento Federico Li Calzi descrive la presentazione del nuovo libro a Palermo come un impegno nel divulgare la cultura sul territorio e nel far avvicinare i lettori al mondo della poesia. Per vivere un viaggio attraverso i sentimenti, coltivare la coscienza collettiva, migliorare il rapporto con il proprio mondo interiore.
Il libro “Tutto Uguale a prima” è una raccolta di 59 liriche scandite da ritmo e forte musicalità del verso. L’appendice critica è a cura di Davide Rocco Colacrai scrittore e poeta. Ulteriori approfondimenti sul sito web www.federicolicalzi.it
Parteciperanno alla conversazione oltre l’Autore anche alcuni letterati di Spazio Cultura per dare al pubblico un’immagine viva dei sentimenti che favorisca la fruizione del libro in libertà e con romanticismo. Tra di essi Nuccio Mula ed Enrico Testa due docenti universitari affermati in saggistica letteraria.
La storica libreria Macaione fondata nel 1943, è divenuta in questi anni spazlicalziio culturale di riferimento grazie all’esperienza dell’imprenditore ed editore Nicola Macaione il quale, intervistato, ha detto: “Il nostro obiettivo è svolgere una selezione accurata delle opere per proporre al pubblico la qualità e l’autenticità. Negli anni abbiamo costituito, in modo del tutto gratuito e spontaneo, un circolo interno di letterati, scrittori e poeti sostegno della cultura. Gli stessi sono rimasti piacevolmentecolpiti, per ritmo e musicalità crescenti, dall’opera “Tutto uguale a prima”.
A fine evento l’autore risponderà a domande e curiosità del pubblico, autografando le copie del libro, disponibili all’acquisto. Prevista anche, per addolcire il palato, una pregiata e gratuita degustazione di vino, bianco e rosso, della Nobile Casa vinicola “Riserva Conti di Sant’Andrea”. L’evento è aperto alla cittadinanza. Per informazioni e adesioni contattare la Segreteria organizzativa
info@adcommunications.it

FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO: SI DOVREBBE COMINCIARE … MA NON PER TUTTI

di Guido Francesco Guida

IMG_1197Pare che questa volta si dovrebbe partire…

Saranno la Provincia autonoma di Trento, la Lombardia, la Toscana, l’Emilia Romagna e la Valle d’Aosta le prime cinque regioni che, secondo il monitoraggio di Agid (www.agid.gov.it/monitoraggio), parteciperanno alla realizzazione di una soluzione federata di Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse) del cittadino. Si tratta di una tecnologia che, una volta a regime, metterà su una piattaforma digitale, a cura del Servizio Sanitario, l’insieme dei dati e documenti di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi del cittadino che ne è titolare.
Diceva il filosofo spagnolo Santajana “Coloro i quali non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo”. Ed in questa affermazione c’è l’essenza di uno dei mali più profondi della sanità italiana soprattutto del territorio: la difficoltà a reperire tempestivamente e con accuratezza le informazioni sanitarie con conseguente perdita di tempo, reiterazione di cure ed esami già effettuati, allungamento dei tempi per pervenire ad una corretta diagnosi e terapia, incremento dei costi.
I vantaggi quindi di un supporto elettronico di dati immediatamente condivisibili sono innumerevoli. Tra questi ricordiamo un miglioramento della qualità e continuità delle cure, la trasparenza degli interventi sanitari, una migliore gestione delle malattie croniche e di quelle acute come, ad esempio in caso di emergenza, la possibilità di accesso immediato ai dati sanitari, una accurata anamnesi farmacologica e clinica con la possibilità di inserire eventuali allergie, uno spazio potrebbe essere dedicato alla possibilità di dare il consenso per la donazione degli organi. E poi ancora: la possibilità di definire e programmare dati epidemiologici, clinici e di farmaco-economia per una migliore gestione della spesa sanitaria da parte degli organismi preposti. I problemi e le resistenze sono fondamentalmente legate al tempo da dedicare all’inserimento dei dati. Privacy e pericolo mercificazione dei dati sensibili sono temi veri, ma oggi la tecnologia consente adeguate garanzie e non servano da paravento per coprire inefficienza e scarsa volontà.
La storia del fascicolo sanitario elettronico è abbastanza lunga e macchinosa. Il Garante per la protezione dei dati personali definì le linee guida in tema di FSE e di dossier sanitario nel luglio 2009 seguite l’11 nov 2010 da parte del ministero della Salute dalle “Linee guida nazionali”. A queste con il D.L. 18 ottobre 2012 n.179 sono seguite nuove “Linee guida”. Il FSE veniva poi riproposto delle “disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia” nel 21 giugno 2013 che lo menzionava includendolo tra le priorità dell’agenda digitale per coprire il cosiddetto “Digital divide” italiano. L’ultimo appuntamento perentorio sarebbe dovuto essere il 30 giugno 2015 data entro la quale si sarebbe dovuti partire in tutte le Regioni e Provincie autonome. Adesso sembra che ci siamo e l’Infrastruttura digitale, una volta a regime, permetterà ai cittadini la consultazione dei propri dati sanitari anche fuori dalla propria regione di appartenenza (per lo meno tra quelle che attiveranno l’iniziativa). Le altre regioni in fase di sviluppo sono il Piemonte, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, il Molise, le Marche e la Puglia. Delle rimanenti regioni non si hanno notizie certe. La Sicilia, in particolare, nonostante l’avvio della ricetta elettronica risulterebbe priva di un portale open data istituzionale e del fascicolo elettronico sanitario.

“In God we trust all the others must bring data”: in Dio crediamo per fede tutti gli altri debbono mostraci dei dati, sintetizzano giustamente Lynch J. and Suckler D. nel loro articolo Int J Epid 2012.
Fonte foto: eicuegypt.com